
Genova 17 Giugno 2008
Nuovamente si avverte nel paese un accanimento dela magistratura verso Berlusconi, e a formentarlo è il solito Dipietro, oggi definito in un dibattito televisivo da una deputata della Lega " IL TAPPETTINO DELLA MAGISTRATURA", continua con la sua maniacale idea del conflitto d'interessi, e oggi si ci accoda anche Veltroni a sostenere le tesi senza senso di Dipietro,ma siccome hanno capito che Berlusconi non riusciranno più a disarcionarlo tramite elezioni, che sta facendo importanti provvedimenti che cambieranno l'Italia, cosa che loro non sono mai riusciti a fare, allora vogliono usare il solito metodo l'arma della Magistratura, sapendo che alcuni giudici politiccizzati sono al loro servizio. Sono anni che lo perseguitano e sono anni che ogni processo viene prosciolto, ma loro imperterriti continuano a fare spendere soldi al popolo italiano per i loro fini, perchè è bruciante la vittoria democraticamente ottenuta dal centrodestra, con una larga magioranza, ma siccome non sono per niente democratici la volontà del popolo non la vogliono accettare.
Oggi sono ancora di più avvelenati dopo la clamorosa sconfitta elettorale avvenuta in Sicilia, dove 8 regioni su 8 sono state appannaggio del centrodestra, conquistando anche quelle precedentemente governate dal PD con enormi affermazioni elettorali. Ma la loro cecità e la loro prosopopea e l'antiberlusconismo che solo a parole dicevano che lo avevano dimenticato, non li fà ragionare e non si accorgono che a gli Italiani non interessano le loro fissazioni maniacali su Rete4, sul conflitto d'interessi, sulle vicende giudiziarie di caio o sempronio, ma l'interessa avere un governo che risolva le loro necessità che sono: La sicurezza, il lavoro. il caro vita, le pensioni , e questo governo è sulla buona strada, il popolo le ha dato la fiducia e lo ha votato affinchè svolga il programma su queste basi. Domanda a Dipietro. Ma perchè non ha mai fato chiasso sulle vicende dell'Unipol, su Dalema, dove sono finite queste inchieste, eppure c'erano degli accusati.
Renato Innocenti Livi
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