martedì 1 luglio 2008

Intercettazioni,quando l'unione chiedeva una commissione

















Il teatrinoè già in scena e ci aspettiamo altre giuste e dure reazionidell'indomito Cavaliere che si rivolge al "SUO POPOLO"per difendersi da una persecuzioneche non finisce mai:Stiamo ancora pagando il conto della vera e propria entrata in politica della magistratura negli anni 90 che ha prodottoun danno irreversibile ed ogni tentativo di richiamare all'"Ordine dei magistrati è fallito.

Il fronte togato che è un potere più che unOrdine- è difeso per interposta persona dal manipolo di Dipietro.La vicenda intercettazioni,è la clava con la quale "IL MOLISANO2 scatena i suoi fendenti , alla faccia del buosenso e a dimostrazione del cinico opportunismo,nel quale dimora il declino del centrosinistra,che per voce di Veltroni sentenzia: 2Il dialogo con il PDL su giustizia e intercettazioni è fallito.

Due anni fà quando governavano gli "ULIVISTI prodiani" il 14 giugno del 2006, a ridosso del fattaccio UNIPOL/COOP e della pubblicazione della conversazione Consorte,D'Alema, Fassino, 50 senatori diessini e margheritini,rifondaioli, tra cui Polito,Follini,Binetti, Amato, Treu, Cossiga, Rossi, Benvenuto, Livi Bacci, Malabarba, formalizzarono la Proposta di una Commissione di inchiesta parlamentare al Senato della Repubblica sul fenomeno dell'utilizzazione indebita o illecita delle intercettazioni telefoniche e telematiche. Quando questi del centrosinistra paventano che ci potrebbe essere nei lori riguardi un interessamento della giustizia, allora protestano, propongono leggi che li immunizzi dal pericolo, oppure se qualche giudice fà il suo dovere e li perseque allora cosa fasnno? Questo giudice viene incriminato, e tolto di mezzo.Tutti ricordiamo come erano agitati i D'Alema, Fassino, e altri per il caso Unipol, gridavano al complotto ordito dal cantrodestra nei loro confronti, Il presidente di allora Scalfaro ando in telvisione per pronunciare la fatidica frase "IO NON CI STO" E la migistratura ubbidiente ha messo tutto a tacere del caso UNIPOL NON SE NE PARLA PIU', in compenso si continu a parlare del caso Berlusconi, Veltroni che ha lasciato un buco enorme al comune di Roma, cosa che la magistratura dovrebbe per lo meno accertare come stanno le cose, niente non interviene, troppo uccapata per cercare il modo di disarcionare il potere politico quello che a loro non piace, ed è qui che la magistratura dimostra di non essere una magistratura democratica usando in maniera illegale lea sue limitate funzioni,rispettando il popolo sovrano che ha votato a scelto da chi vuole essere governato, ebbene questo popolo loro non lo rispettano, per i loro fini politici

Doppiano noi italiani dare un segnale forte a questi magistrati che le decisioni del popolo sono sovrane e non sono soggette a nessuna magistratura.

Innocenti Livi Renato

Nessun commento: