
Genova 23 Agosto 2008
Appena il governo accenna a fare la riforma della giustizia senza neanche sapere come sarà fatta e in che misura saranno fatte tali riforma, ecco che dal pulpito della magistratura rossa e dal ANM si alza subito lo spettro del ritorno al periodo fascista.
La riforma della giustizia anche da parte di esponenti del PCI come l'avvocato PISAPIA è urgente che essa sia fatta, separando le carrire in maniera che il PM sia distinto dal ruolo del giudice, per farsi che il PM non abbia da interverire sulle decisioni del giudice che deve rimanere libero nella sua scelta nel giudicare senza avere influenze da parte di organi investigativi. Questa norma è in vigore in altri paesi Europei, come la Germania, L'Inghilterra, Olanda, Francia, dove l'imputato che si presenta davanti a un giudice sa di essere giudicato in base al giudizio del giudicante senza che questo subisca pressioni dall'accusatore cioè dal quel PM
ha indagato raccogliento indizi o prove, che devono essere vagliate e giudicate dal giudice.Il segretario dell'ANM Giuseppe Cascini senza sapere peraltro come sara fatta questa riforma, non avendo ancora il governo presentato il disegno di legge, grida subito paventando il ritorno a un regime fascista, una sua uscita fuori luogo e che dimostra come questo organo sia politicizzato e
comunista e che siano loro che vogliono che il governo si assoggetti all'ex regime sovietico.
Innocenti Livi Renato
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