
Genova 18 Novembre 2008
Il colloquio tra il senatore Villari eletto come presidente alla commissione Rai e il suo capo Veltroni,non ha avuto l'effetto che le chiedeva il partito ,quello di dare le dimissioni, pena l'espulsione dal PD. Ma il neo eletto non ha accettato questo ditak e non si è dimesso, provocando molti malumori nel PD.
Egli ha dichiarato che la sua elezione serve per porre fine ad una incresciosa situazione di stallo che si era venuta a manifestare con l'irrigidamento da parte dell'IDV e del PD sul nome di Orlando alla candidatura da presidente della commissione di vigilanza Rai, nome non gradito al PDL.Questa presidenza spetta per regolamento alle opposizioni, come spetta alla maggioranza la presidenza alla consulta, dove il PDL aveva nominato l'0n Pecorella, ma Veltroni e compagni hanno fatto delle obiezioni sul suo nome, e pertanto la maggioranza onde porre fine a diadribe a cambiato il candidato, un gesto di accomodamento e di democrazia. Al contrario hanno fatto il PD e IDV assolutamente volevano fare eleggere Orlando, anche se inviso al PDL, questo fa comprendere meglio come sono democratici. Dopo mesi di fumate nere si è giunti alla elezione di Villari con i voti del PDL e di alcuni del PD, questo procedere democraticamente a fatto si che nel PD e nell'IDV si creasse un grosso smacco che li ha fatti gridare come al solito che in italia non c'è democrazia,e pretendendo le dimissioni pena l'espulsione dal partito (metodo Stalinista delle espulsioni di chi non ubbidisce)del neo eletto, che a dimettersi non ci pensa affatto.
Ogni giorno che passa dimostra sempre più che questa opposizione succube di Dipietro dimostra che la democrazia non la conoscono, e questo fà di un partito in cerca d'identità mai avuta e di un Veltroni sempre in bilico sulla poltrona.
Innocenti Livi Renato
Nessun commento:
Posta un commento