Genova 22Aprile 2009
Franceschini ci fà sapere che la RAI"non è una torta da spartire" ma si è scordato di ricordare alcolto e inclito pubblico che la sinistra ha una lunga tradizione gastronomica in merito e gran parte di quella torta se l'è ampiamente pappata e vorrebbe continuarlo a farlo.Quando lorsignori sono al governo si esercitano da sempre e immancabilmente in una robusta iniezione di "giornalisti di area" e conduttori di programmi,che si distinquonoper faziosità;quando al governo c'è il centrodestra,scattano come un sol uomo al grido di "giù le mani dalla RAI" per difendere lo status quo: non sia mai che si arrivi a un riequilibrio dell'inoformazionepagata dal canone e che venga ripristinato un minimo di decente imparzialità.
Ma la sinistra fa di più:la Rai è diventata, nel tempo anche una sorta di ufficio di collocamento di giornalisti che scendono in politica e poi dopo aver dato al partito, vengono ricollocati nei ranghi del servizio pubblico,naturalmentericompensati con uno scatto di carriera.E' il sistema delle"porte girevoli" che derivada ilustri precedenti del PCI e poi dell'ex PCI,laddove in luogo della Rai c'erano le coop: qui si faceva carriera e si fa carriera,poi i passa alla politica,poi si ritorna alla coop. Stessa solfa.più recente coi sindacati.
La novita sta nel fatto che il passaggio Rai-politica-Rai è tutto a spese del contribuente. David Sassuoli,giovane mezzobusto del TG1 candidato alle europee dal PD,è soltanto l'ultimo a staccare il ticket da deputato,mettendosi nel contempo in tasca(i tempi ci daranno ragione)il biglietto di ritorno. I precedenti sono noti e poco esaltanti. Piero Badaloni venne candidato ed eletto alla presidenzadella Regione Lazio. non ha lasciato un gran ricordo di se: sconfitto poi da Storace,anzichè sedere sui banchi dell'opposizione reclamò la ricompensa,puntuale arrivata con la nomina a direttore RAI INTERNATIONAL.
Dalla Rai il PD pescò anche dopo-Storace,arruolando un altro volto noto, Piero Marazzo,Si ricandiderà e,se non gli riuscirà la riconferma,potrà (se lo vorrà) tornare da mamma Rai.Il caso di Michel Santoro è fin troppo noto: un saldo a Bruxelles,"desaparecido"(salvi per il suo lauto compenso)per un anno e mezzo,poi il ritorno in Rai(con lauto compenso). Ricorda oggi Caldarola:"Santoro mi chiese di far presente alla segreteria DS che se non gli veniva garantito un certo numero di preferenze,avrebbe ritirato la candidatura". Candadato acchiappavoti come Lilli Gruber,che almeno è rimasta più a lungo sui banchi dell'europarlamento(di finire la legislatura neanche a parlarne)e anzichè la Rai a veleggiato verso la 7.
La legislatura l'ha invece fatta per intero,per i Ds Corrado Augias: che poi ha naturalmente trovato riparo nuovamente a viale Mazzini.
Lunga militanza in Rai e poi in politica (prima Ds e ora IDV) per Giuseppe Giulietti,attraverso il quale quando era il potente segretario Usigrai,passavano nomine e assunzioni e promozioni.
E poi : Giuseppe Zaccaria, premiato con un seggio al parlamento per la sua faziosa presidenza Rai;Giorgio Merlo,già giornalista della sede del Piemonte e ora vicepresidente PD della vigilanza; Riccardo Milana, senatore e già dipendente Rai.
Insomma,è di tutta evidenza che il servizio pubblico radiotelevisivo per la sinistra è qualcosa di più di un luogo di occupazione del potere e di distrubuzione di poltrone,ma è da collocamento di trombati e delusi, Franceschini non ha nessun titolo a dare lezioni e mostri un po di pudore,piuttosto che di atteggiarsi a verginella violata.
Renato Innocenti Livi
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