
Genova 22 Maggio 2009
Da "Libero"
Un mio nemico politico dichiarato". Questo è il giudizio espresso da Silvio Berlusconi sul giudice Nicoletta Gandus,presidente del collegio che ha emesso la sentanza sul caso Millis,dal quale lo stesso premier esce con l'accusa di aver corrotto l'avvocato inglese. Legale che il capo del governo, come spiega nel prossimo libro di Bruno Vespa di cui è stata lanciata oggi un'anticipazione,assicura di non avere mai incontrato personalmente:
"Era uno dei tantissimi avvocati di cui all'estero il gruppo Fininvest si era servito occasionalmente. Io non ricordo di averlo mai conosciuto.E' curioso sostenere come ha fatto la Corte d'Appello,ha proseguito Berlusconi -che la Gandus pur essendo un mio dichiarato e palese nemico politico nel momento in cui arrivasse a scrivere una sentenza nei mie confronti saprebbe venir meno al vincolo d'imparziabilità impostole dalla Costituzione. Ma un giudice non deve essre soltanto imparziale.Deve anche apparire tale.I nostri avvocati vennero a sapere che la Gandus era ed'èuna attivissima militante di sinistra estrema-continua il premier-e che in quanto taleebbe a partecipare a tute le manifestazioni di contrasto nei confronti del mio governo.Di fronte a questi argomenti innopugnabili-dice ancora Berlusconi,ripercorrendo le tappe della vicenda-qualunque giudice scrupoloso ed equanime avrebbe chiusi il processo.non è cosi la dottoressa Gandus,presidente del collegio: negò alla difesa tutti i testimoni a discarico ammettendo invece tutti quelli del pm;due, accellerò i tempi del processo(si era in piena campagna elettorale);tre,accettò inopinatamente i nuovi improponibili termini di pescrizione.Tutto ciò fece insospettire i nostri avvocati. Le mie società ne tanto meno io avevamo ragione per fare quel versamento a Millis che proprio con le sue dichiarazioni era stato il principale responsabile di una sentanzadi condanna. Davvero un'assoluta asurdità.
Ma chi è Nicoletta Gandus,il giudice che ha condannato Millis e di conseguenza,inplicitamente Berlusconi?
VEDIAMO: Ex pretore. Classe 1949 Leader storico della corrente delle toghe rosse di "Magistratura democratica",attiva anche nel "collettivo donne di magistratura". Nicoletta Gandus partecipa al secondo"World Forum" di Porto Alegre. Viene inviata nella capitale del Rio Grande da Magistratura democraticaper partecipare a una sessione di magistrati.
Donne e Israele-Il giudice Gandus partecipa nel 2004 alle manifestazioni per la difesa della legge 194 e per la libertà femminile e l'appello delle giuriste contro la legge sulla procreazione assistita. Firma una lettera aperta al Parlamento per la laicità dello Stato.Attiva nel "collettivo donne in magistratura".E' la firmatariasu il Manifesto di " Non in mio nome". appello di condanna nel 2001 della politica israeliana nei confronti dei palestinesi. Ha firmato il 9 gennaio 2006 contro la legge,poi abrogata dal governo Prodi,che prevedeva l'inappellabilità da parte del pm delle sentenze di assoluzione.
Leggi sulla giustizia: Poco prima delle elezioni del 2006 ha firmato-un programma del procuratore Armando pataro,che era una censura a consuntivo della politica e della giustizia del governo Berlusconi ter,e un appello al centrosinistra perchè venissero cambiate tuttle le leggi non gradite, della Cirami al lodo Schifani,dalla ex Cirielli a quella sulla depenalizzazione del falso in bilancio,alla riforma dell'ordinemento giudizirio voluta dall'ex Guardasigilli Roberto Castelli.
L'appello finiva cosi:"oggi si sta chiudendo una delle più tormentate e controverse legislatura della storia repubblicana e c'è la prospettiva di un cambio di governo. Ma deve cambiare anche il modo di governare: dal punto di vista costituzionale e dei rapporti tra cittadini ed istituzioni.
Questi sono i giudici che si sentono in dovere, anche se non eletti da popolo di condizionare la politica, forse dimenticano che loro sono solo dipendenti statali.
Renato Innocenti Livi
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