martedì 19 ottobre 2010

Per risvegliare la coscienza di quanti fanno la professione medica

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Genova19 Ottobre 2010
Scrivo questa lettera per dare voce ad una persona a me cara che da qualche mese non c'è più...almeno fisicamente.

ANNA MARIA era ospite di una RSA di Genova dal 2008,aveva superato gli ottanta anni ma godeva ancora di buona salute.I soliti comuni problemi degli anziani,difficoltà a deambulare ed in particolare a recarsi inbagno da sola...qualche vuoto di memoria.

La mattina del sabato 6 marzo 2010 Anna Maria viene sottoposta dalle infermiere di turno ad un clistere evaquativo che provoca la perforazione del retto (come accerterà successivamente la TAC presso l'ospedale Villa Scassi nonchè il successivo esame autopico)Annamaria inizia a stare male,febbre,vomito,addome gonfio.Il personale sanitario della RSA certamente sottovaluta i sintomi di Annamaria tanto che un medico che la visitata diagnostica una banale influenza intestinale.

Vado a trovare Anna maria il pomeriggio della domenica 7 marzo 2010 e vedendola non bene,chiedo all'infermiera di turno se non sia il caso di avvertire i medici.
l'infermiera mi risponde che la domenica non sono presenti medici nella RSA.
Allora chiedo cortesemente di chiamare il 118 ma l'infermiera mi ripete che è tutto nella norma e non è il caso di allarmarsi e che avrebbe provveduto ad un ulteriore clistere.

La situazione non migliora,passano le ore,si avvicendano diversi infermieri e medici attorno al letto di Anna Maria e nessuno si rende conto della gravità dello stato di salute della stessa. L'unica cosa che è stata quella di prescrivere altri clisteri evacuativi ed alcuni farmaci,credo antibiotici e antidoloriferi.

Solo martedi 9 marzo 2010 i medici decidono di ricoverare d'urgenza Anna Maria presso l'osepdale Villa Scassi dove questa ultima viene sottoposta a TAC e a laparascopia d'urgenza a causa di una peritonite causata da perforazione iatrogena del retto.

Ma è troppo tardi,si,troppo tardi! Anna Maria entra in coma,non si sveglierà più...
il 18 marzo 2010 se ne andrà per sempre,senza nemmeno sapere il perchè!

non è giusto e le persone devono sapere,non solo per per una quatione di verità e di giustizia,ma sopratutto per dare voce ad una donna che che non c'è più e che ha sofferto molto,certamente non per causa o per una malattia e sopratutto non per una banale influenza intestinale!

Anna Maria è stata uccisa dalla negligenza,dalla superficialità e comunque dalla imprudenza che talvolta (ultimamente spesso!)aleggiano nelle corsie dei nostri ospedali.

Nessuno potrà restituirci Anna Maria,il suo affetto,il suo calore,la sua gioia e la sua allegria.Anna Maria era una donna che amava la Vita molto e qualcuno gliel'ha strappata via,senza aiutarla, senza soccorrerla se non quando, ormai,era troppo tardi per salvarla.

Ora è in corso un procedimento penale volto ad accertare le resposabilità di chi ha sbaglito,di chi non ha adempiuto al proprio lavoro con diligenza,con prudenza e con professionalità. Il difensore che rappresenta e assiste la nostra famiglia in qualità di persone offese dal reato,l'avvocato Valter Marchetti,è fiducioso nell'operato della magistratura ed è certo che verrà accerato in modo scrupoloso ogni singolo profilo di responsabilità in questa triste e drammatica vicenda.

Confido nella Giustizia certo, ma voglio provare ad avere fiducia nel personale medico sanitario che ogni giorno cura e assiste tanti pazienti,affinchè episodi come quello accaduto ad Anna Maria non si ripetino più,me lo auguro con tutto il cuore e se lo augura anche Anna Maria da lassù.

Non basta un titolo per esercitare una professione,sopratutto-medico infermieristica:è necessario saper ascoltare il paziente,osservarlo,prendersi cura di lui in tutti i sensi e sopratutto senza permettersi di "perdere tempo" perchè,talvolta,intervenire tardi significa ridurre notevolmente ed irrimedialmente le possibilità di sopravvivenza di un paziente.

Ecco,forse almeno adesso,grazie a questa lettera,Anna Maria ha avuto modo di essere ascoltata da qualcuno e la sua sofferenza e la sua morte acquisteranno forse un senso,anche se un senso, a fronte della grave negligenza e dell'imprudenza dei sanitari in questione non c'è!

Anna Maria era mia sorella...Ma poteva trattarsi di chiunque,anche di un vostro parente caro famigliare. Pensateci.

                                  Renato Innocenti livi.

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