sabato 21 novembre 2009

Basta con questa magistratura, se non la si ferma avremo presto le ghigliottine nelle piazze







Genova 21 Novembre 2009
La maggioranza sta mettendo in cantiere la riforma della giustizia, occorre ora capire se questa volontà è recepita anche dall'opposizione, e cosi di dare un volta per tutte una giustizia sana, utile al cittadino e meno politicizzata.
Questa legge deve essere fatta per i seguenti motivi: Innanzi tutto alcuni magistrati devono capire che le leggi le deve fare il parlamento, e che loro devono solo applicarle, e devono cessare di andare in pubblico alle televisioni a farsi pubblicità, a emettere sentenze di colpevolezza cercando di sovvertire il voto degli italiani, non portano rispetto a i milioni di italiani che hanno votato regolarmente eleggendo il loro candidato preferito affinchè li governi, questa casta si sente onnipotente ed è pericolosa e non vorremmo che si arrivasse al tempo di Roberspier quando nelle piazza spuntarono le ghigliottine per fare una giustizia sommaria.forse il paradosso potrebbe essere forte, ma se guardiamo quando odio hanno una parte di magistrati e anche chi ha lasciato la magistratura per fare politica, e il poco rispetto verso il popolo viene da chiederselo.
Prendiamo l'ultima trasmissione di Anno Zero con il PM Ingroia il quale ha avuto l'ardire di dire che basta che Berlusconi se ne vada dal governo la magistratura si calmerebbe. Capito questo suo rispetto verso i milioni di italiani? voglionp soffertire per via giustizialista il responso delle urne, cosi urla l'altro ex magistrato Di Pietro che scende in piazza per chiedere che il governo vada a casa, lui lo pretende con un consenso di pochi elettori ,pretese da metodi Hitleriani.
Per il bene del paese e per il popolo questa riforma deve essere fatta, e fà bene il ministro Alfano a non farsi intimidire da questi magistrati arroganti che pretendono, senza avere il consenso di dettare le loro leggi.IL PARLAMENTO LEGIFERA E LORO DEVONO APPLICARLE, SE NON LE SONO GRADITE LASCINO LA MAGISTRATURA, NON SARA' UNA GRANDE PERDITA.
Renato Innocenti Livi

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